domenica 17 novembre 2013

Changing leaves, o meglio Momiji

La passione dei giapponesi per il cambiare delle stagioni, per l'ingiallire e l'arrossare delle foglie, per la fioritura dei ciliegi, e la caduta degli stessi fiori, si basa sul concetto di bellezza e caducità della natura.
Ciò che è bello dura poco tempo, è bello in quanto è mortale ed ha una fine... il godimento avviene quando siamo consapevoli che l'evento è fuori dal normale ed avviene per pochi istanti. In effetti, non c'è bisogno di andare fino in Giappone per sentir parlare di questo tema, Orazio scriveva il "Carpe Diem" 2000 anni fa circa, e prima ancora i greci amavano discutere di questo tema.


Ohara
Ohara
Arashiyama
Giardino del Tenryuu-Ji, Arashiyama

Se siamo solo un istante nell'infinito flusso spazio-temporale, perché complicarci la vita per niente? 
"Se continuiamo a pensare a tutti i modi in cui gli altri ci hanno tradito, deluso, ingannato o fatto arrabbiare, il nostro cuore sarà sempre pieno di odio. Impariamo a lasciare andare, ad essere felici." (Buddha)


Arashiyama
Tenryuu-Ji, Arashiyama
Tenryuu-Ji, Arashiyama
Arashiyama

"Wagliò ma vafangùl, ma tanda cazz, lascia fòtt!" (Zì rocc d'u Poggio).

sabato 16 novembre 2013

L'incentivo

Un'efficace strategia aziendale, molto diffusa soprattutto nelle grandi compagnie americane e nord europee, è quella di incentivare economicamente e moralmente il proprio impiegato affinché renda di più nel proprio lavoro, aumentando il salario, o elargendo bonus, e/o rendendo più motivante ed accogliente l'ambiente di lavoro.
Ecco, oggi mi chiedo se può essere Osaka la mia fonte di incentivo. 
Lo studia si va complicando sempre di più, il futuro non è certo, senza incentivo credo sia dura rimanere legato qui... posso davvero trovarlo in momenti come la serata appena passata..?
Sarà la sangria, sarà l'espresso a tarda ora (non sono più abituato), sarà il mix d'emozioni, sarà lo sbattimento del viaggio di ritorno in treno, ma mi sento strano. 'nnaggia cazz!






mercoledì 13 novembre 2013

Ohara

A pochi km da Kyoto, tra le campagne e le montagne coperte di boschi, c'è il paradiso.
Si arriva in un tipico villaggio di contadini, con campi coltivati, baracche e orticelli, e ad un certo punto si imbocca, camminando, una stradina in salita costeggiata da un canale e vari chioschi con cibo e manufatti tradizionali.






Svoltando sulla sinistra, si entra nel vivo del sito, con i vari templi, i famosi giardini in stile giapponese, le sale della cerimonia del te e la cornice delle prime foglie rosse - gialle. Il tutto circondato da boschi.




Dopo un veloce Soba in brodo,


si entra nel Jikko-in Temple, un tempio buddista in cui ci hanno offerto il tipico machi (tipo di te verde giapponese) con dolcetto (minchia buono...) e abbiamo allietato i nostri occhi nel giardino, in stile Edo, con laghetto al centro, diverse pietre simboliche e albero di ciliegi con fioritura autunnale.








Nonostante la pioggerella fastidiosa, entriamo anche in un secondo tempio (Hosen-in), strutturato in modo simile ma con un piccolo giardino interno ed uno esterno, più grande e con più alberi, stile "sentiero nel bosco".









Che dire... una vera scorpacciata di tradizione giapponese.

sabato 9 novembre 2013

Osaka by night

E' sabato, l'appuntamento è alle 18.00 al Nanba walking river, ma sono solo a partire da Kyoto... ma con l'esperienza dei mezzi di trasporto romani alle spalle, di che mi preoccupo...



Parto da Saiin con il treno dell "Hankyu line", che collega Kyoto ed Osaka... dopo essersi fatto tutte le stazioni, a mo di metropolitana, arrivo alla celeberrima Nishinakajimaminamikata Station, dove mi aspetta un altro viaggetto in metro.
(Scusate la bassa qualità delle foto, ma, ovviamente, ero senza fotocamera e ho usato l'Iphone)




Arrivato a Nanba (il quartiere della movida Osakese e forse anche il più famoso), mi rendo conto di essere nella seconda città più grande del Giappone, le similitudini con Tokyo sono evidenti, grattacieli, luci, gente, stradone affollate, atmosfera tipica di una grande metropoli.








Arrivato all'appuntamento, si entra in disco... discoteca dal nome "inutile" e insensato (Giraffe), ma evidentemente ai jappo piace il suono etnico generato dalla pronuncia.
Niente da dire sul posto, tipica disco fighetta di cui l'Italia è piena.
Mi approccia subito una ragazzetta appassionata di america e di cultura occidentale (come molti ragazzi incontrati in questo mese), ma anche molto assetata, difatti più volte mi chiede, in dialetto potentino, "Vulimm bèv?" "Ok gimm a bèv...". Per fortuna era free drink... mi diverto a provare diversi tipi di shochu (liquore tipico) ma non molto alcolico, e per non farmi mancare niente, anche qualche takoyaki fuori dalla disco.

A fine serata, un po' barcollante, lascio il posto e mi infilo nella massa notturna della metropoli... 



mi diverto a vedere gran parte delle persone barcollanti, con lo sguardo perso, addormentate, o in atteggiamenti bambineschi dovuti all'alcool (non lo sopportano molto bene, lo ribadisco). Arrivato in metro, molti dormono, molti sono appoggiati senza vita al partner o all'amico, ma per fortuna continuo a vedere gente "normale" ;)

Percorso a ritroso col treno, ripenso alla serata, al mio primo sabato sera in una metropoli giapponese... bella esperienza!





venerdì 8 novembre 2013

Abbuffate di compleanno

Con la scusa del mio compleanno, mi sono concesso 2 cene di qualità, non per questo spendendo un capitale, anzi... grazie all'esperienza di un giapponese, ho potuto mangiare un sushi "fai da te" casalingo, comprando tutto il necessario al supermercato e divertendomi a comporre a mio piacimento il makizushi:



Al centro il piatto con il sashimi di pesce, le uova di salmone (credo), avocado e cetrioli, a sinistra il riso già cotto a vapore e fatto insaporire con l'aceto di riso, la immancabile zuppetta di miso, l'alga nori su cui posizionare il riso e i vari ingredienti, e il gioco è fatto!
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Il giorno dopo però ho sperimentato quello che, fin ora, è stato il piatto più buono, e che da tempo bramavo: il Tonkatsu (non è una parolaccia, vuol dire cotoletta di maiale):


Locale in pieno centro, molto carino e ben tenuto (in Teramachi dori), 850 yen (6.5 euro) e mi hanno portato tutto questo set: cotoletta (panatura leggerissima e croccantissima, ho scelto la porzione da 85 g come prima volta), pentola col riso (condiviso al centro del tavolo), insalata di cavolo cinese (all you can eat, nel senso che la cameriera te la rimetteva nel piatto a tuo piacimento una volta finita), zuppetta miso shiru e la favolosa salsina (sulla destra) a base di salsa di soia, sesamo e altri ingredienti... e non dimentichiamoci del the (ovunque vai te lo offrono gratuitamente, ormai sto su di giri a qualunque ora del giorno). 

Per finire, vorrei ringraziare 2 amiche e compagne d'avventura, con le quali condivido le mie esperienze che mi stanno rendendo quest'avventura sempre più piacevole: 

I loro 2 regali di compleanno :D